Li mal protesi nervi. (#Dante, Inferno, canto XV, ultima parte)

leonardolugaresi

Dette le cose più importanti, il colloquio tra l’antico maestro e il discepolo nondimeno continua, assumendo il carattere, più di routine, di un doveroso ragguaglio sui più noti personaggi presenti in quel luogo d’inferno: «Né per tanto di men parlando vommi / con ser Brunetto» – il verso, come ha giustamente notato Fiorenza in un commento, esprime una certa quale “indifferenza” di Dante alla battuta con cui Virgilio si era appena inserito nel dialogo tra lui e l’altro maestro – «e dimando chi sono / li suoi compagni più noti e più sommi» (vv.100-102).

Troppi ce n’è, risponde Brunetto, e sono soprattutto intellettuali ed ecclesiastici. (Tanto per cambiare: nihil novi sub sole). Dopo aver citato un paio di professori, nomina un McCarrick di quel tempo: il fiorentino Andrea de’ Mozzi, vescovo di Firenze dal 1287, «che dal servo de’ servi / fu trasmutato d’Arno in Bacchiglione, dove lasciò li…

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