«La gente nova e i sùbiti guadagni». Dante reazionario e sovranista? (#Dante, Inferno, canto XVI, terza nota)

leonardolugaresi

Ma perché le cose vanno così male nel nostro paese? Ce lo chiediamo in tanti, con crescente preoccupazione (e talvolta con un’apprensione che tende quasi all’angoscia, pensando ai giovani e ancor più ai bambini). Che ne sarà di questo paese?

È la stessa domanda che nell’Inferno dantesco assilla i tre notabili fiorentini, da quando un nuovo membro della loro torma, appena giunto da Firenze, ha dato loro pessime notizie sulla vita cittadina (v. 72: «assai ne cruccia con le sue parole»). Di qui l’imperioso bisogno di non farsi scappare quel concittadino, vivo!, che inopinatamente vedono passare per il loro deserto infocato .

Qui – bisognerà pur dirlo – l’inverosimiglianza dell’invenzione dantesca, rispetto al presumibile atteggiamento reale delle anime dannate, è massima: nella realtà, gli abitanti del regno di Satana sono raggelati in una totale indifferenza per chiunque e per qualunque cosa. Per chi è all’inferno, non esiste il prossimo:…

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