Noi moderni, il sonno, la peste e l’influenza.

leonardolugaresi

La maggior parte di noi (oserei dire quasi tutti) quando la sera va a letto lo fa con la convinzione, inespressa ma radicata, di avere una sorta di diritto a risvegliarsi la mattina dopo, e soprattutto con la pratica certezza che effettivamente sarà così. Spesso andiamo a dormire pensando e programmando già quello che faremo domani (e forse è una delle ragioni della nostra insonnia).

Naturalmente non è vero. Non solo e non tanto perché qualche rara volta accade invece che qualcuno va a dormire e non si risveglia più, ma più profondamente perché il sonno stesso, a ben vedere, è un abbandonarsi, un cedere il (presunto) controllo di se stessi, una deposizione dei propri pretesi diritti. Come la morte, di cui è una dolce e benigna figura, il sonno è, nella sua intima essenza, un atto di obbedienza, anzi di consegna di sé. (Ed ecco un secondo motivo per…

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