Dante, la cacca e la civiltà delle buone maniere. (#Dante, Inferno, canto XVIII, terza parte)

leonardolugaresi

Qui nel blog s’era già presa una brutta china l’altro giorno, quando ho ripetuto la parola merda non so quante volte. Mi avesse potuto leggere la mia nipotina, chissà come si sarebbe divertita: la piccola, del resto, ha compreso perfettamente che i blandi rimproveri e le miti ripulse del nonno, davanti ai suoi esercizi di coprolalia infantile, sono solo per dovere d’ufficio: un velo sottile sotto il quale, acuta com’è, riconosce una sorridente tolleranza (ai limiti della complicità).

La cacca è uno dei pochi valori veramente universali: tutti la fanno e chi non la fa o la fa male se ne fa un gran problema; eppure i bambini sono pressoché i soli a simpatizzare con essa. Nella “civiltà delle buone maniere” così ben descritta da Norbert Elias, l’homo clausus della modernità sente l’impellente dovere di prendere le distanze non solo dagli altri corpi, umani ed animali, ma anche dalla…

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