«Di nova pena mi conven far versi»: perché vogliamo bene a Dante. [#Dante, Inferno, canto XX, ouverture]

leonardolugaresi

L’attacco del XX canto è bellissimo, ed io in tanti anni non me n’ero mai accorto.

Di nova pena mi conven far versi / e dar matera al ventesimo canto / de la prima canzon, ch’è d’i sommersi.

Troppo fatuo io e troppo frivolo e rumoroso il mondo intorno a me per udire la musica sommessa, grave e faticosa di questo esordio. Oggi – in questa immensa quaresima in cui il mondo è stato gettato ( Sì che tu sei terribile! scrisse un altro grande, piagato dal fulmine di una grazia durissima e incomprensibile) – c’è abbastanza silenzio, dentro e attorno a me, per sentirla, quella musica.

Così scopriamo, d’un tratto, che pena dev’essere stata, per Dante, scrivere la Commedia. «Di nova pena mi conven far versi»: mi conven, cioè debbo, mi tocca, non posso evitarlo; far versi: come è giusto e bello che “la poesia” sia…

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