Noi non conosciamo il futuro. Punto. [#Dante, Inferno, canto XX, primo nucleo]

leonardolugaresi

Per quanto capisco io, nel canto XX c’è un “nucleo ideologico” e un “nucleo poetico”, collegati ma distinti, che reggono tutta la prima parte (vv. 4-57) e l’ultima (vv. 100-130), mentre quella centrale (vv. 58-99) ha un altro andamento.

L’idea forte, che sta alla base di questa quarta bolgia dedicata ai “maghi e indovini”, come si dice di solito, mi pare sia la seguente. Noi vorremmo conoscere il futuro. Non basta: noi abbiamo bisogno di conoscerlo e pretendiamo di prevederlo. Tutta la civiltà umana è pro-gettuale: in quanto uomini, viviamo di pro-getti, e il progetto per definizione implica una previsione dei suoi effetti, dunque una pretesa di conoscenza del futuro. Infinite sono le conseguenze di questo principio e potremmo sbizzarrirci a darne infinte esemplificazioni, ma andiamo di fretta e quindi le lascio all’immaginazione di ciascun lettore. Mi limito solo a far notare che le scienze, quelle serie, o…

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