Cambiare corpo: Il fascino perverso della metamorfosi (#Dante, Inferno, canto XXV)

leonardolugaresi

Sparito Vanni Fucci, l’aura di violenza e di bestemmia che da lui promana si dissolve, con un ultimo riflesso nel rapido passaggio di Caco «pien di rabbia», centauro relegato in questa bolgia, lontano dagli altri, in quanto ladro dell’armento di Ercole (cfr.  vv.17-33). Il sopraggiungere di altri tre dannati dà luogo infatti ad un meraviglioso e orrifico spettacolo di metamorfosi, che riempie di sé tutto il resto del canto (vv. 46-151).

È il trionfo di quella che nella retorica antica si chiamava ἐνάργεια o evidentia: la capacità di rappresentare una scena per mezzo delle parole in modo così vivido ed impressionante che la cosa sembri svolgersi proprio davanti ai nostri occhi («ut res ante oculos esse videatur» dice la Rhetorica ad Herennium). Qui Dante è di una bravura mostruosa, ne è consapevole e la ostenta con un candore quasi fanciullesco: dopo aver caricato l’attesa del lettore con…

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