Dante e le lucciole. (#Dante, Inferno, canto XXVI, vv. 25-69)

leonardolugaresi

Nell’inferno dantesco vi sono pene orripilanti, fragorose e volgari, per le quali il poeta non lesina gli “effetti speciali” (da Grand-Guignol, si sarebbe detto una volta): mostruose metamorfosi, ripugnanti mutilazioni, sangue e merda in abbondanza, e ve ne sono altre che sembrano invece assai più dimesse, se così posso dire; persino decorose, se così si potesse definire un castigo infernale. Sono forse le più misteriose, e non è un caso che in situazioni di questo genere si verifichi il più intenso coinvolgimento di Dante con le vicende dei personaggi incontrati. Paradossalmente, in un certo senso c’è più inferno in queste situazioni dignitose e nobili che dove è pieno di orrori e di bassezze.

Qui, nella bolgia di Ulisse, ci sono le lucciole. «Quante ‘l villan ch’al poggio si riposa, / nel tempo che colui che ‘l mondo schiara / la faccia sua a noi tien meno ascosa, // come la…

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