Ugolino, la morte di Dio e l’impossibile eucarestia. (#Dante, Inferno, canto XXXIII, vv. 43-75)

leonardolugaresi

Facciamoci coraggio, perché di qui bisogna passare. È la prova più dura, questa poesia insopportabile: superata questa, qualunque altra cosa sembrerà più agevole. Perché qui c’è la morte di Dio, la negazione del Padre. Non appena la “tragedia della paternità”, come diceva De Sanctis, ma proprio il suo annientamento; la sua Vernichtung in un campo di sterminio di pochi metri quadrati che contiene tutto il male del mondo, tutte le sofferenze degli innocenti e tutta l’assenza o l’impotenza dei padri (e del Padre).

Già eran desti, e l’ora s’appressava / che ‘l cibo ne solëa essere addotto, / e per suo sogno ciascun dubitava; // e io senti’ chiavar l’uscio di sotto / a l’orribile torre; ond’io guardai / nel viso a’ mie’ figliuoi sanza far motto. // Io non piangëa, sì dentro impetrai: / piangevan elli; e Anselmuccio mio / disse: “Tu guardi sì, padre!, che…

View original post 1.908 altre parole

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...