Running e detox? Ma il Purgatorio non è una beauty farm. (#Dante, Purgatorio, canto I, vv.1-6)

leonardolugaresi

La seconda cantica comincia così: «Per correr miglior acque alza le vele / omai la navicella del mio ingegno, / che lascia dietro a sé mar sì crudele; // e canterò di quel secondo regno / dove l’umano spirito si purga / e di salire al ciel diventa degno» (vv. 1-6). Si chiama protasi, ed è la breve introduzione che, in ogni poema che si rispetti, serve a presentarne l’argomento. Leggendola, non possiamo proprio fare a meno di pensare all’inizio della prima cantica: «Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura, / che la diritta via era smarrita».

Che differenza! Tutta un’altra impressione, tutta un’altra musica: l’impronta tonale là era quella della stasi, qui è il movimento. Là il primo verbo che si incontrava era quel «mi ritrovai» che parla il linguaggio di colui che si scopre smarrito e, non sapendo…

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