Dio non fa la raccolta differenziata. (#Dante, Purgatorio, Canto III, vv. 106-145)

leonardolugaresi

Non lasciamoci fuorviare dall’aura cortese del bel verso famoso: «biondo era e bello e di gentile aspetto» (v. 107) e cerchiamo di sottrarci subito all’“effetto Francesca”. Quello evocato qui è probabilmente uno stereotipo della pubblicistica favorevole a Manfredi («uomo biondo, bello nel volto, di piacevole aspetto» lo descrivono i cronisti, ma sappiamo che la rappresentazione del corpo dei personaggi politici non è mai neutrale). La realtà è che, ai tempi di Dante, Manfredi di Sicilia era un personaggio fortemente controverso e divisivo, amato e odiato in uguale misura a seconda degli schieramenti politici, come lo era stato su scala maggiore suo padre, l’imperatore Federico II. La distanza storica spalma generosamente sui “grandi” del passato una patina di aulica nobiltà che copre un po’ tutti: nessuno ricorda che razza di macellai siano stati, quasi sempre, i grandi condottieri dei secoli passati: i fiumi di sangue sparsi da Giulio Cesare o da…

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