Tempo e fatica. (#Dante, Purgatorio, canto IV, vv. 1-51)

leonardolugaresi

Se il narratore apre questo canto con una ponderata riflessione sull’anima e le sensazioni (vv. 1-12) una ragione legata al resto del discorso deve esserci: nella Commedia tutto si tiene, sempre, e tale meravogliosa compattezza non è l’ultima delle sue meraviglie. Mi pare che il gancio sia nel forte verso 9, che non so perché non sia entrato nell’uso proverbiale, lapidario com’è: «vassene ‘l tempo e l’uom non se n’avvede». L’anima è una, sia pur articolate in funzioni diverse; non ce ne sono tre come pensava Platone. Perciò quando è presa da una sensazione è tutta presa, e non si accorge di nient’altro, nemmeno del passare del tempo.

Ecco, il tempo. È uno dei due temi centrali del canto (e, come abbiamo già detto, dell’intera cantica). Tutto preso dall’incontro con Manfredi, Dante non si è reso conto che son già passate quasi tre ore e mezza dal sorgere del…

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