Pia, Francesca e la Questione della Donna. (#Dante, Purgatorio, Canto V, vv. 130-136)

leonardolugaresi

Una volta salvi, tutto il resto non fa più paura. Sarà per colpa di questo semplicistico assunto, che mi porto dietro sin da quando ero bambino (quando i porcellini sono nella casina di mattoni non hanno più paura del lupo cattivo), ma a me pare che, dopo che «per una lagrimetta» Bonconte è stato tratto in salvo dalla Bontà infinita tramite corriere angelico («l’angel di Dio mi prese»), tutto quello che il diavolo gli scatena contro («ma io farò dell’altro altro governo!», v.108), per quanta impressione possa farci, altro non sia che la manifestazione di una rabbia impotente, come quella del lupo che soffia invano sulla solida casa dei porcellini. Certo, la descrizione dantesca è terribile: lunga e dettagliatissima (vv. 109-129) col rinforzo di tutte le conoscenze meteorologiche di cui il poeta disponeva, vuole farci vedere un film quanto mai realistico, però io non posso farci niente: sono refrattario alle…

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