Chiacchierare in chiesa. (#Dante, Purgatorio, canto VIII, vv. 40-108)

leonardolugaresi

Il canto VIII continua a rivelarsi una sorta di “compendio di liturgia cristiana”, o meglio ancora un’introduzione alla sua intima natura. Dicevamo qualche giorno fa che il nocciolo della questione è se nella liturgia avvenga effettivamente qualcosa oppure sia mero racconto, ricordo, descrizione o rappresentazione simbolica. Qui è ben chiaro che la comparsa degli angeli a spada sguainata è un vero evento, benché si ripeta uguale ogni sera, ed il pericolo da cui essi si apprestano a difenderci incombe realmente su di noi. Dante, infatti, così lo percepisce: «Ond’io, che non sapeva per qual calle, / mi volsi intorno, e stretto m’accostai, / tutto gelato, a le fidate spalle» (vv. 40-42).

Questa atmosfera di sacro timore viene però bruscamente dissolta dall’intervento della guida Sordello che, come se niente fosse, invita Dante e Virgilio a scendere con lui nella valletta per parlare con qualcuna delle «grandi ombre», dicendo che «grazioso…

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