Questioni di postura: guardare in alto, guardare in basso. (#Dante, Purgatorio, canto XII, vv. 1-15)

leonardolugaresi

In questa nostra lettura della Commedia cerchiamo di fare attenzione al corpo di Dante, ai suoi gesti e movimenti. Sotto questo aspetto, la prima parte del XII canto ci dà qualcosa su cui riflettere. All’inizio c’è quel suo camminare curvo, che sembra mimare la faticosa andatura di Oderisi piegato sotto il macigno della sua superbia da purgare: «Di pari, come buoi che vanno a giogo, / m’andava io con quell’anima carca, / fin che ‘l sofferse il dolce pedagogo» (vv. 1-3). Ci ricorda un po’ la posa assunta con Brunetto Latini, nel XV dell’Inferno, che là veniva spiegata come una sorta di istintivo moto di reverenza per compensare la posizione di superiorità rispetto all’antico maestro in cui Dante si era venuto a trovare, in modo per lui imbarazzante: «Io non osava scender de la strada / per andar par di lui; ma ‘l capo chino / tenea com’uom che reverente…

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