«Pensa che questo dì mai non raggiorna!» (#Dante, Purgatorio, canto XII, vv. 73-136, ma soprattutto v. 84!)

leonardolugaresi

Dopo l’orribile “ritorno all’inferno” dei tredici quadri di superbia caduta che occupano, con i loro versi così belli e terribili, la prima parte del canto, la seconda è tutta movimento, tutta cammino lieto e ardimentoso, tutta leggerezza, canto, angelo e sorriso. Sì, sorriso; e addirittura sul volto di Virgilio, dove non l’avevamo visto mai: «a che guardando, il mio duca sorrise» (v. 136). La parola «cammino» spunta subito, al v. 74, riferita al sole, e di lì in poi è tutto un susseguirsi di espressioni di movimento: «colui che sempre innanzi atteso / andava» (vv. 76-77), detto di Virgilio; «Drizza la testa; / non è più tempo di gir sì sospeso» (vv. 77-78, che ci riportano al discorso sulla postura che abbiamo fatto l’altro giorno); «un angel che s’appresta / per venir verso noi […] a noi venia la creatura bella» (vv. 79-80.88) riferito all’angelo di guardia che, anche lui…

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