Al centro la libertà: (solo) Dio ci tiene. (#Dante, Purgatorio, canti XVI-XVII, a mo’ di introduzione)

leonardolugaresi

Siamo arrivati a metà del viaggio: il XVI canto del Purgatorio è infatti il cinquantesimo del poema. Per un autore così attento alla dimensione strutturale, “architettonica”, del suo libro-mondo questa posizione non può essere lasciata scoperta: qui, proprio qui va messa una pietra angolare dell’intera costruzione. Questo punto che fa da sostegno a tutto l’edificio – l’edificio della Commedia, si intende, ma al tempo stesso l’edificio del mondo, dell’umanità e del cristianesimo, cioè dell’umanità redenta – è la libertà.

Chiarire una buona volta al lettore che cos’è la libertà è talmente importante per Dante che vi dedica non uno ma tre canti, posti strategicamente al centro della Commedia. Non è qui il culmine della sua rivelazione, e questo va detto perché «non accada», come giudiziosamente avverte Anna Maria Chiavacci Leonardi, «di prendere il discorso che qui si svolge come il senso ultimo del poema». Piuttosto direi che…

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