«Rimasi immobile, sotterrato dai cadaveri per un tempo che mi sembrò infinito.»

FERMENTI CATTOLICI VIVI

Qualche giorno fa il mio caro amico Valens mi ha regalato un libro, anticipandomi che si trattava dell’esperienza del suo migliore amico Jean Paul, come lui ruandese, del genocidio consumatosi nel loro paese nel 1994.

Avevo letto altri racconti, tra cui quello del mio amico, ma questo mi colpiva particolarmente perché il protagonista, di etnia tutsi ha sposato Marie Louise, di etnia hutu. Entrambi ci mostrano e insegnano con la loro vita, che l’amore, quello vero con la A maiuscola, può vincere anche l’odio più disumano, può sanare le ferite più profonde. Jean Paul insegna religione a Milano dove vive con la sposa e due bei bambini.

La sua storia.

Jean Paul è un bambino ruandese come tanti altri; ha dieci anni quando in Ruanda scoppia il più terribile genocidio che si sia consumato nei giorni nostri. Cento giorni in cui un milione di ruandesi di etnia tutsi…

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