Poesia della scuola. Inizia la terza e ultima parte della grande lezione sull’amore (#Dante, Purgatorio, canto XVIII, vv. 1-18)

leonardolugaresi

L’ouverture, per chi conosce e ama la scuola, è incantevole (ed io ora mi stupisco e mi rammarico di averlo fatto notare così poco, quando ero a scuola: non si apprezza mai abbastanza ciò che si fa tutti i giorni). È un momento di pura contemplazione della bellezza dell’insegnare e dell’apprendere, “poesia della scuola” allo stato puro. «Posto avea fine al suo ragionamento / l’alto dottore, e attento guardava / ne la mia vista s’io parea contento» (vv. 1-3). Contento, certe volte, può essere più di felice, per la solida concretezza della soddisfazione che indica. Quale maestro, dopo che ha finito di parlare, guarda attentamente l’allievo per capire se è contento? Il vero maestro. Colui che, terminata la lezione, passa ad altro come se niente fosse o se ne va per i fatti suoi, non compie un vero atto di amore: il suo è onanismo…

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