Viva il piacere! Ma se siamo nati per quello, e lo cerchiamo dove ci pare, che colpa ne abbiamo? (#Dante, Purgatorio, canto XVIII, vv. 19-45)

leonardolugaresi

Con le belle premesse di cui s’è detto l’altro giorno, la lezione del maestro Virgilio non potrà che riuscire bene, ma proprio perché è ben fatta essa vede da se stessa la propria insufficienza e la dichiara (il genio di Dante, quando ci visita così, non finisce di sbalordirci): per ben due volte in questo canto quel gran docente, al culmine della sua impresa didattica, ne confessa il limite e invoca un altro (ben più alto) magistero, quello di Beatrice, il cui santo nome nel Purgatorio era stato pronunciato finora solo altre due volte, nel sesto e nel quindicesimo. (Nessuna lezione esaurisce l’argomento, ma la più completa è quella che rende il discepolo consapevole dell’ignoranza sua e del maestro).

«L’animo, ch’è creato ad amar presto, / ad ogni cosa è mobile che piace, / tosto che dal piacere in atto è desto» (vv. 19-21). Il professore comincia con il riassunto…

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