Nella cornice dei golosi, senza fanatismo. (#Dante, Purgatorio, canto XXIII, vv. 1-36)

leonardolugaresi

Non so bene come spiegarlo, ma a me pare che da questo canto XXIII in poi si respiri, nel Purgatorio, un’aria nuova e lieve. Si avverte un’atmosfera che certo non è di indulgenza verso il peccato (non mancheranno, anche qui, accenti di condanna profetica), ma di affabile mitezza, e di comprensione per quel povero legno storto che è la natura umana, sì. Il giudizio c’è sempre, anzi più netto che mai, ma senza alcun fanatismo, senza alcuno scandalo, cioè in definitiva senza paura di un male che, per quanto serio e grave, sempre di più ci appare per quello che è: già vinto.

Noi che, a differenza di Dante, viviamo nel secolo oscuro di un fanatismo ideologico onnipresente e ormai soffocante, leggendo questi canti possiamo finalmente respirare. La funzione terapeutica e disintossicante della lettura della Commedia, a cui abbiamo fatto appello sin dall’inizio del nostro percorso, qui si…

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