Una compagnia di debosciati (#Dante, Purgatorio, canto XXIII, vv. 85-133)

leonardolugaresi

Esistono dei versi danteschi che preferiremmo che il Sommo non avesse scritto? A malincuore, per non dire obtorto collo, devo dire di sì (a scuola, con gli studenti, non lo avrei mai ammesso). Ad esempio questi: «Chi udisse tossir la mal fatata / moglie di Bicci vocato Forese,/ potrebbe dir ch’ell’ha forse vernata / ove si fa ’l cristallo ’n quel paese. // Di mezzo agosto la truovi infreddata; / or sappi che de’ far d’ogn’altro mese! / E nolle val perché dorma calzata, / merzé del copertoio c’ha cortonese. // La tosse, ’l freddo e l’altra mala voglia / noll’adovien per omor’ ch’abbia vecchi, / ma per difetto ch’ella sente al nido. // Piange la madre, c’ha più d’una doglia, / dicendo: «Lassa, che per fichi secchi // messa l’avre’ in casa il conte Guido!». Appartengono al primo dei sei sonetti della tenzone poetica tra Dante e un…

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