«Quasi bramosi fantolini e vani»: guardare i bambini. (#Dante, Purgatorio, canto XXIV, vv. 106-111 e qualche altro).

leonardolugaresi

Di cose belle e interessanti anche nel canto XXIV ce ne sarebbero tante, ma il nostro non vuol essere un commento alla Commedia, cioè una specie di mappa che, per essere completa, finirebbe per coincidere con il territorio che descrive (come nell’immaginazione di Borges), bensì un semplice viaggio in comitiva, durante il quale si scatta qualche fotografia, qua e là.

Ci sarebbe da dire qualcosa, ad esempio, a proposito del tema del movimento, che ci ha sempre interessato, sin dall’inizio del nostro percorso: perché qui, nella penultima cornice, si cammina sempre più spediti, quando addirittura non si corre (cfr. vv. 1-3: «Né ‘l dir l’andar, né l’andare lui più lento / facea, ma ragionando andavam forte, / sì come nave pinta da buon vento»; vv. 64-69: «[…] così tutta la gente che lì era, / volgendo ‘l viso, raffrettò suo passo, / e per magrezza e per voler…

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