La statua della Vergine Maria di Rocciamelone. Mentre è del 1358 il Trittico

Cooperatores Veritatis

Ha uno sguardo materno, protettivo e rassicurante. E, da 120 anni, la Madonna del Rocciamelone lo volge benevolo su tutta la valle di Susa, in particolar modo sui bambini, che sono stati gli artefici della collocazione della statua sulla vetta.

Materialmente la posa è stata possibile grazie agli alpini, che si sono fatti carico della salita degli otto tronconi in cui fu suddivisa l’opera, ma sono stati loro, i bimbi d’Italia di 120 anni fa, ben 130.000, ad aver permesso la realizzazione dell’imponente statua in bronzo tramite un’offerta economica che ciascuno di loro ha effettuato.

L’idea prese forma nel 1895 dalla proposta, ad opera del canonico Antonio Tonda, allora parroco della cattedrale di Susa, di collocare una statua in onore della Madonna sulla vetta del Rocciamelone.

Il direttore del giornale per bambini “Innocenza”, Giovanni Battista Ghirardi, pubblicò allora un articolo nel quale, per la raccolta dei fondi necessari alla sua…

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