È andato tutto bene. E d’ora in avanti sarà tutta una festa. (#Dante, Purgatorio, canto XXVII, vv. 49-75)

leonardolugaresi

Entrati nel fuoco (prima Virgilio, che «dentro al foco innanzi mi si mise», in mezzo Dante e dietro Stazio a chiudere la fila), è proprio come aveva detto il maestro: un gran bruciore, tanta sofferenza, ma nessun danno. «Lo dolce padre mio, per confortarmi, / pur di Beatrice ragionando andava, / dicendo: “Li occhi suoi già veder parmi”» (vv. 52-54). Preciso a come fa un babbo (o più verosimilmente la mamma) col bambino che ha un gran febbrone o deve tener duro in qualche prova dolorosa: favoleggia di qualcosa di bello, che lo incanta e non gli fa pensare al male.

Usciti dal fuoco, è come un altro mondo. Sta cambiando tutto, nella Commedia, ed è meraviglioso che accada così, in modo quasi inavvertito, senza fanfare. (Del resto Dio stesso, al profeta Elia, apparve non nella tempesta, non nel terremoto, non nel fuoco, ma «nel mormorio di un vento…

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