Beato fra le donne. (#Dante, Purgatorio, canto XXXI, vv. 91-145)

leonardolugaresi

D’ora in poi è tutta e solo letizia, per Dante. Anzi beatitudine. Il che rende più difficile, a noi “terragni”, parlarne da qui, dalla “valle di lacrime” in cui ci troviamo, dove la maggior parte di noi della letizia fa un’esperienza fuggevole e rarefatta (per non dire della beatitudine, di cui nulla sappiamo). C’è dunque, più che altro, da contemplarla in silenzio, questa felicità, e provare a gustarne un po’, per interposto poeta, visto che lui, avendone fatta l’esperienza mistica, sa di cosa parla e ce la rappresenta mirabilmente.

Mi limito perciò ad una sola annotazione, a cui non posso rinunciare tanto la cosa mi colpisce (e direi mi sbalordisce): il modo in cui Dante descrive il suo stato, dopo l’assolvimento dell’ultimo compito della confessione a Beatrice, unisce due dimensioni che noi non siamo assolutamente abituati a collegare: l’erotica e la sacramentale. Egli lo fa con una…

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