«Una puttana sciolta»: Dante e la chiesa del suo tempo. (#Dante, Purgatorio, canto XXXII, vv. 148-153)

leonardolugaresi

La parte finale del canto XXXII è così cupa, violenta e spaventevole che, in un primo momento, avevo deciso di sorvolare, tenendomene un po’ alla larga. Per questo ieri ne ho trattato in maniera molto sommaria, nella parte finale dell’articolo. Pensandoci meglio, tuttavia, mi pare che in quella terribile visione della storia della chiesa vi sia un amaro farmaco che a noi fa bene prendere, per guarirci da due malattie opposte e concomitanti: da una parte il pessimismo (facilmente rancoroso) di chi guarda con sgomento alla presente situazione della chiesa e nutre in special modo una sfiducia che talvolta sconfina nel disprezzo nei confronti della gerarchia che la governa; dall’altra l’ottimismo (facilmente artificioso) di chi difende tutto per partito preso e si scandalizza di ogni critica rivolta al papa e ai vescovi. Un ottimismo che, quando non è ingenuo (ai limiti dell’incoscienza puerile), pretende di spacciare per speranza ciò che…

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