Parlare della Gloria di Dio (#Dante, Paradiso, canto I, vv. 1-12)

leonardolugaresi

Che cosa faremmo noi, se avessimo visto la Gloria di Dio? L’avessimo vista e non ci fossimo subito coperti il volto con il mantello per non vederla, come fece Mosè (Es 3, 6), che era un uomo religioso e, come ogni uomo religioso, sapeva che a guardare Dio si muore. (Le religioni, dico sempre, sono sistemi per tenere Dio a distanza di sicurezza; tutto il contrario del cristianesimo, che annuncia che Egli è venuto in mezzo a noi, abbattendo ogni filtro e ogni distanza. Ma restando Dio).

No, se l’avessimo contemplato veramente, anche solo per un nanosecondo (che sarebbe comunque un “nanosecondo eterno“, trattandosi di Lui), che faremmo? Forse resteremmo in silenzio. Quel silenzio che tutta una lunga tradizione teologica e mistica riconosce come il culmine della possibilità umana di parlare del Mistero: in termine tecnico si chiama apofatismo. Un silenzio su Dio che, forse, tenderebbe inevitabilmente a dilagare…

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