Tutto in uno sguardo. (#Dante, Paradiso, canto I, vv. 46-75)

leonardolugaresi

Che succede nel canto I? Niente o quasi, per noi terragni, abituati a pensare che accada solo ciò che è vistoso o rumoroso. Una cosa dell’altro mondo, in verità, perché accade che, di botto, si va oltre l’umano; e Dante deve creare una nuova bellissima parola, trasumanar – il primo dei fantastici neologismi di cui il lessico del Paradiso trabocca – per dire questa cosa indicibile. Noi stiamo qui da decenni ad almanaccare sul transumanesimo, senza ancora aver capito neanche se dobbiamo esserne attratti o terrorizzati (la seconda, direi) e lì, invece, basta uno sguardo, o meglio una triangolazione di sguardi, per trasumanar.

«[…] Beatrice in sul sinistro fianco / vidi rivolta e riguardar nel sole; / aquila sì non li s’affisse unquanco» (vv. 46-48). A fissare lo sguardo sul sole (cioè a guardare Dio) si diventa ciechi. Ma l’aquila, insegna il Fisiologo, si rinnova immergendosi nell’acqua…

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