Il Paradiso, o La felicità di andare a scuola (#Dante, Paradiso, canto I, vv. 79-103)

leonardolugaresi

Questo titolo sembrerà esagerato anche a chi, come me, a scuola se l’è sempre passata piuttosto bene (ci ho praticamente trascorso la vita, serenamente da studente e ancor più ilarmente da insegnante); addiritura provocatorio a tutti coloro che purtroppo ne hanno fatto un’esperienza triste, avvilente e talvolta dolorosa. È un fatto, però, che il paradiso ci venga presentato da Dante come una scuola. Anzi, direi che questo è finora il maggior elemento di continuità tra la terza cantica e le precedenti. Tutto il viaggio della Commedia è infatti un percorso formativo – scuola, dunque, ad ogni effetto– ritmato dall’incalzare delle domande e delle risposte, in quella serrata corrispondenza che dovrebbe esser propria di ogni buona didattica. Ma addirittura il paradiso come scuola!?

Gli antichi sapevano che la beatitudine sta nella contemplazione dell’Essere, cioè del Vero-Buono-Bello; cioè nella più alta forma di conoscenza. Noi moderni siamo stati indotti per abitudine a…

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