Apologia minima della stupidità.

leonardolugaresi

È molto praticato, sui social più ancora che nella vita normale, lo sport di dileggiare gli avversari per la loro stupidità (poco importa qui se reale o presunta). È umano: uno dei meccanismi elementari della comicità, da sempre, è l’euforia che ci procura la stupidità dell’altro. Ridiamo del clown perché fa e dice cose tanto stupide che a noi non passerebbero neanche per l’anticamera del cervello. Lui è stupido, io no, il che per noi significa: lui è stupido, dunque io non lo sono.

Che sollievo! Non ci vuole molto a capire che sotto c’è un’angoscia latente, che accomuna tutti gli esseri umani: non sarò per caso io, lo stupido? Anzi, l’unico stupido: perché la radice del problema sta proprio in questo, che ciascuno, conoscendosi, può avere ragioni per sospettare la propria stupidità, e di fatto, almeno inconsciamente, quel sospetto ce l’hanno un po’ tutti (tranne coloro che sono…

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