Illuminismo dantesco. (#Dante, Paradiso, canto IV, vv. 118-142)

leonardolugaresi

Questo canto, che si era aperto all’insegna del dubbio, culmina in una entusiastica lode della certezza che l’intelletto umano, se rettamente impiegato, può conseguire. Siamo fatti per conoscere la verità, e possiamo conoscerla. Parzialmente, un pezzo alla volta, attraverso un cammino pieno di errori e di dubbi, che ci porta sempre a correggere e superare ciò che crediamo di avere acquisito, in un’ascesa che non finisce mai perché può avere termine solo nel Vero «di fuor dal qual nessun vero si spazia». Ma possiamo conoscere. È puro illuminismo cristiano; quello vero, che non riduce la ragione idolatrandola, ma le conserva tutta l’ampiezza che deriva dalla corrispondenza con la realtà (adaequatio rei et intellectus).

Dicevamo l’altro giorno che i dubbi son belli, purché ci sia chi li risolve. Dante ne ha due, che non riesce neppure a formulare. Beatrice, con saggio ordine pedagogico, provvede a sciogliere innanzitutto quello…

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