«Se ‘l mondo sapesse»: Romeo di Villanova e Joseph Ratzinger (#Dante, Paradiso, canto VI, 127-142).

leonardolugaresi

Per quanto profonde e importanti siano le considerazioni teologico-politiche contenute nel discorso di Giustiniano, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, il cuore pulsante del canto VI non è lì. Il centro, come altre volte nella costruzione poetica di Dante, è paradossalmente ai margini. Ricordate, ad esempio, Pier Pettinaio, nel canto di Sapia? (Qui: https://leonardolugaresi.wordpress.com/2021/03/02/una-donna-insopportabile-e-uno-che-le-vuol-bene-dante-purgatorio-canto-xiii-vv-91-154/). Come allora, anche adesso la chiave che apre il senso di tutto è nelle mani di un personaggio minore, uno che è come «la pietra scartata dai costruttori». Il tesoro non si trova nell’imponente scrigno messo in bella vista a catturare lo sguardo dei superficiali e degli sciocchi, ma giace seminascosto in un angolino, sotto la specie dimessa di un oggetto di poco valore, perché solo chi sa lo raccolga, proprio come avviene in certe favole sapienti.

Movenze da favola, non per nulla, ha il racconto della storia di Romeo di Villanova, a cui…

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