Un verso, un verso solo. (#Dante, Paradiso, Canto VI, v. 124)

leonardolugaresi

Dopo aver camminato nel canto VI ed avere raccolto qualche dono della sua ricchezza, mi volgo indietro “a rimirar lo passo” e leggo un verso: «Diverse voci fanno dolci note» (v. 124). Non sono io che torno da lui, è lui che viene da me, e si impone, lasciandomi stupito di non averlo notato prima.

Com’è bello! Non dirò che è “di straordinaria, incomparabile bellezza”, e nemmeno che è “molto“ bello; non userò gli avverbi e le altre espressioni di rinforzo che si presenterebbero, con una certa petulanza, alla mia mente. Ciò che è bello è bello, e non ammette comparazioni, gradazioni, aggiunte … “molto bello” è meno di “bello”; “una grande bellezza” è una cosa come un’altra; “più bello” relativizza e “meno bello” vuol dir brutto.

Diverse voci fanno dolci note. Il grammatico qui vede solo cinque parole, tra le più semplici del lessico comune, disposte nel modo…

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